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Mascherina Ffp2

Occhio alle truffe

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Da varie inchieste è emerso che molte mascherine, anche Ffp2, sono irregolari e non proteggono. Ecco i consigli di Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano

Le mascherine sono un presidio importante nella lotta a Covid-19. E il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha consigliato di indossare la mascherina Ffp2 laddove c’è più rischio, dove c’è più occasione di incontrare persone. Mezzi pubblici per esempio, ma anche all’aperto. Le Ffp2 sono classificate infatti come dispositivi di protezione individuale, al pari delle Ffp3. “È come un maglione, se fa più freddo bisogna usare quello più pesante” ha fatto presente il sottosegretario Sileri.

Ma dopo un anno di pandemia, i cittadini devono stare attenti anche alle mascherine perché alcune in commercio sono inadatte e possono metterli a rischio.

Da varie inchieste infatti, tra cui l’Olaf, l’Antifrode dell’Unione europea e i Carabinieri del Nas, è emerso che alcune delle mascherine di produzione cinese sono contraffatte. Parliamo principalmente di Ffp2.

A fare chiarezza ci ha pensato Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano, intervistato dalla Dire.

“Le chirurgiche sono nate come utilizzo non protettivo verso l’esterno, se non come effetto conseguente, ma con lo scopo di assicurare il campo sterile in ambito chirurgico, affinché il paziente non venga infettato dagli operatori in sala operatoria. La capacità protettiva dall’esterno verso l’interno è del 20-30%, mentre dell’80% dall’interno verso l’esterno. L’impiego di questo prodotto, dispositivo medico, si basa sul fatto che se tutti le utilizziamo proteggiamo noi e gli altri dal Sars-CoV-2. I Dpi invece si rifanno alle disposizioni di legge sulla sicurezza del lavoro e sono catalogati come dispositivi di protezione individuale.

Nascono come protezione per i lavoratori, verniciatori e carrozzieri, ma anche in senso più ampio, tanto che vengono utilizzate con capacità del 95-98% di protezione e all’inizio avevano tutte i filtri: la valvola non protegge tuttavia gli altri ma chi indossa la mascherina. È un ‘di cui’ il fatto che proteggano anche dai droplet e hanno anche disposizioni più stringenti rispetto ad altre, con un impiego massimo di 4-6 ore. Gli elementi di certificazione riguardano il marchio CE, l’ente certificatore Accredia, e il meccanismo delle Iso, che fanno i controlli di qualità” ha precisato Pregliasco a Dire.

Cosa fare dunque per distinguere una mascherina appropriata o meno? “Servono certificazioni periodiche che dimostrino che i prodotti siano sempre validi e che vengano certificati da un ente valido. L’elemento che è emerso è che alcuni dei certificatori, tra cui un ente turco, è stato disattento rispetto a queste norme, perché ha subappaltato, legalmente, la validazione anche a laboratori situati in Cina. In questo senso bisogna vedere se la Ffp2 riporta la marca della ditta produttrice cinese con il codice CE2163, certificazione rilasciata dalla società turca, se il marchio CE è conforme”.

E allora per andare sul sicuro basta affidarsi alla mascherina GreenVision, completamente Made in Italy, progettata e realizzata completamente in Italia, certificata FFP2 per il massimo livello di protezione.

 

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