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Ecco Come Difendersi Dalla Luce Blu Dei Dispositivi Digitali

Ecco come difendersi dalla luce blu dei dispositivi digitali

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Laptop, smartphone e tv. I nostri occhi e la nostra pelle sono sempre più esposti alla luce blu emessa da questi dispositivi. Con quali effetti? Facciamo un po’ di chiarezza.

La maggior parte di noi sa come la luce del sole e l’inquinamento atmosferico influenzano le nostre carnagioni ma anche in casa possono essere sottoposte a stress. Numerosi scienziati e dermatologi sostengono che il tipico ambiente dell’ufficio rappresenta un rischio per la nostra pelle e per i nostri occhi.luce blu

Il colpevole è la luce blu. Trascorriamo le giornate a lavoro e gran parte della nostra esistenza esposti a grandi quantità di luce blu probabilmente ignorando che sempre più ricerche hanno dimostrato che quest’ultima può generare radicali liberi con il potenziale rischio di danneggiare la pelle, in modo simile agli effetti dei raggi UVA e UVB dalla luce solare.

Luce Blu – o Hev acronimo di High Energy Visible – è innanzitutto una forma di radiazione elettromagnetica dello spettro del visibile che è compresa tra i 380 e i 500 nm. Essa è particolarmente dannosa tra i 390 e i 455 nm. Le nuove sorgenti luminose (come per esempio i LED) sono state progettate per migliorare e facilitare la nostra vita, ma emettono una quantità di luce blu maggiore rispetto alle tradizionali lampadine del passato.Senza dimenticare che le fonti artificiali più comuni sono gli schermi dei nostri dispositivi digitali: telefoni, tablet, laptop e computer.luce blu

La luce blu può causare danni alla pelle e foto-invecchiamento, producendo enzimi che distruggono il collagene e l’elastina che danno alla pelle il suo aspetto giovanile generando un processo chiamato “stress ossidativo”.

Sia i raggi UV che la luce HEV possono indurre una pigmentazione cutanea non uniforme e possono contribuire all’invecchiamento della pelle o all’insorgere di macchie solari.

La luce blu è meno pericolosa rispetto agli UV ma più subdola perché ne siamo esposti in maniera costante e non procura segni di danneggiamento visibili. Basti pensare, infatti, che ciascuno di noi possiede circa quattro device e che mediamente trascorriamo sei ore al giorno davanti a schermi con luci Led, per un tempo complessivo calcolato in tre mesi consecutivi all’anno. Inoltre, secondo alcune ricerche, i più giovani controllano i loro telefoni per una media di 150 volte al giorno.

A meno che non si abbiano già condizioni esistenti, è improbabile che la luce blu causi problemi diversi dai danni lievi alla pelle e affaticamento degli occhi.​

Tuttavia, sarebbe bene prendere alcune precauzioni come l’utilizzo di filtri luce blu e la riduzione dell’esposizione durante la sera. Alcuni smartphone possono essere programmati per passare a una luce più gialla in determinati momenti della giornata. Se volete saperne di più su come proteggersi dagli effetti della luce blu dei dispositivi digitali, rivolgetevi ad uno dei centro ottici capaldOOttica, dove personale qualificato saprà fornirvi tutte le risposte.

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